Il Kosovo da oggi “è uno Stato orgoglioso, indipendente e libero”: lo ha detto il premier Hashim Thaci, parlando alla riunione straordinaria del Parlamento di Pristina, che ha in agenda due temi: la dichiarazione d’indipendenza del Kosovo e l’adozione dei simboli dello Stato. Da oggi “siamo fra le nazioni democratiche libere”, ha aggiunto Thaci. Dopo le dichiarazioni, le prese di posizioni e i distinguo dei vari paesi europei, è arrivato il giorno dell’indipendenza del Kosovo. Anche se subito dopo l’annuncio il presidente serbo Boris Tadic ha detto che il suo Paese non riconoscerà mai l’indipendenza di Pristina e che “reagirà con tutti i mezzi pacifici, diplomatici e legali per annullare quanto messo in atto dalle istituzioni del Kosovo”. Mentre il premier Vojislav Kostunica, in un discorso televisivo alla nazione, ha dichiarato: “Nasce illegalmente uno Stato fantoccio. Il Kosovo è un falso Stato”.
Già da ieri la capitale del Kosovo, Pristina, ha vissuto ore di euforia: sirene, clacson, auto in festa per le strade, mentre la gente festeggiava al grido “Kosovo, Kosovo!”. A Pristina nella si sono viste anche le prime corriere giunte dall’Albania, con gruppi di persone decise a unirsi ai “fratelli” kosovari per festeggiare. Ovunque striscioni e poster con slogan patriottici e messaggi d’auguri (ma anche inviti alla moderazione), oltre che bandiere albanesi (rosse con l’aquila nera al centro) e americane. Qua e là pure vessilli dell’Ue e di qualche singolo Paese europeo.
[Fonte: blog.panorama.it]
Nella foto, il monastero di Devic incendiato dagli albanesi. Come questo decine dai altri luoghi sacri sono a rischio grazie alla volontà di America e Unione Europea di togliere alla Serbia una sua provincia. L'occidente, in cambio di chissà quale interesse, ancora una volta chiude gli occhi. E la minoranza della popolazione Serba si aspetta il peggio.
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